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    • novembre 20, 2012

      Per essere insostituibili bisogna essere diversi. COCO CHANEL

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      • by Silvana
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      Voleva liberare la donna, voleva renderla indipendente dagli uomini.

      Era convinta che: “Un uomo può indossare ciò che vuole ma resterà sempre un accessorio della donna”.

      Voleva la donna rivoluzionaria e moderna.

      Voleva prestarle la propria voce: voleva renderla elegante anche facendole indossare abiti comodi, non in linea con la moda fastosa dell’epoca, fatta di corsetti e sottogonne.

      Voleva fortemente tutto questo e c’è riuscita.

      E’ riuscita a rivoluzionare in pochi anni il panorama della moda francese.

      Il nome di Coco Chanel è divenuto nel tempo sinonimo di lusso, eleganza e di stile.

      Anche se originariamente non era quello.

      Gabrielle Chanel, una povera orfanella cresciuta in un convento e poi impiegata in un negozio di stoffe, riuscì ad emergere grazie al proprio carattere, al proprio carisma, al proprio coraggio.

      E anche grazie alla fortuna: divenne amante di Etienne Balsan, erede di una dinastia di industrie tessili e capì che avrebbe potuto sfruttare il momento e le sue amicizie facoltose.

      Tutti le chiedevano dove comprasse i deliziosi cappellini che indossava sempre.

      Cappelli che Chanel creava e realizzava da sola. La sua carriera iniziò, così, come disegnatrice di cappelli nel 1908.

      La sua fama crebbe rapidamente fino a raggiungere l’apice con l’”invezione” del mitico profumo Chanel n.5 che Marilyn Monroe diceva di amare al punto tale di andare a letto “vestita” solo di una sua goccia: un profumo che, a detta della stilista, avrebbe dovuto incarnare una sensualità e una femminilità senza tempo.

      Femminilità che veniva sprigionata anche dal tailleur di sua invenzione, dal vestiario di sua produzione che prendeva sempre spunto dal vestiario maschile e che non passava mai di moda.

      Via | strabello.it

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