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    • novembre 14, 2013

      I 3 punti chiave per comunicare emozionando.

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      • by Roberta
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      Pensare alle emozioni legate al mondo della pubblicità potrebbe sembrare un paradosso, una combinazione quasi anomala, impensabile.

      Nell’immaginario comune, infatti, ognuno di noi tende ad associare la parola pubblicità ad una semplice leva di vendita,nient’altro che  la sponsorizzazione di un determinato prodotto che dovrebbe invogliarci all’acquisto.

      Ma anche oggi funziona così? Io direi di no. La parola pubblicità infatti viene associata alla sfera della comunicazione non cognitiva bensì emotiva .

      Comunicazione emotiva è sinonimo di emozioni, sensazioni e valori.  Puntare su tutto questo è stato l’asso nella manica di moltissimi tra i brand più importanti che tutti noi conosciamo. Suscitare un’emozione, si sa, coinvolge, provocando uno stato d’animo di benessere ed eccitazione nell’utente che imparerà ad amare quel prodotto.  Step questo che spesso precede l’acquisto.

      Quali sono i punti chiave per comunicare emozionando? Vediamoli insieme:

           1. Coinvolgere chi ci guarda.

      Quando progettiamo un video o un comunicato, legato al mondo dei sentimenti, è importante raccontare storie che facciano sentire chi ci guarda vicino ai personaggi, all’atmosfera che viene ricreata, al piacere di provare determinate sensazioni. Le immagini unite ai suoni e ai movimenti, creando quel clima di magia, non fanno che abbassare le barriere di difesa che ognuno ha  nei confronti della pubblicità in genere.  Tutto questo permette di avvicinare, seppur inconsciamente, lo spettatore all’ “oggetto del desiderio”

           2.  Non più target ma persone.

      Una domanda, se non punto di partenza per questo tipo di comunicazione, è essenziale porsi: a chi ci si rivolge? Non più ad un semplice target generalizzato, ma a persone, singoli individui con un vissuto e un bagaglio di esperienze proprio, che hanno bisogno di riconoscersi in ciò che vedono e sentono. Quindi si studiano i bisogni, le esigenze e i desideri di un “io” tanto immaginario quanto reale,  ponendolo al centro dell’attenzione, cercando di rendere il prodotto causa di quell’emozione. Il prodotto è quindi un mezzo e non più l’elemento principale, come in passato, che  insieme alla storia raccontata deve attrarre l’attenzione di chi guarda in modo da suscitare desiderio, fissandosi così nella mente del potenziale consumatore.

             3. Arrivare al cuore del consumatore.

      Stabiliamo quindi il nostro obiettivo. Il cuore di tutti coloro che ci guardano. Ricreiamo quell’ambiente familiare che tutti amano, scene di quotidianità vissuta che ci rappresentano, sentimenti veri, canzoni coinvolgenti, il tutto guarnito con la presenza di gente comune. Piccoli e semplici ingredienti che avvicinano ogni spettatore a quella realtà raccontata nella quale è bello ritrovarsi. E quando l’obiettivo viene colpito, il più è fatto e la scelta dell’acquisto (sempre nascosta in un angolo) è vicina.

      Molti sono i brand che adottano questo tipo di comunicazione, dalla popolare pubblicità  Barilla, alle più recenti pubblicità di Coca-Cola, Ikea, Nutella e tante altre ancora. Tutti amano far sentire ogni singolo spettatore protagonista della storia narrata. È la casa in cui ci sentiamo protetti e amati, sono gli amici che ci avvolgono di quel calore di cui tutti abbiamo bisogno, la speranza di avere un mondo migliore, che rende ogni pubblicità in grado di farci provare un’emozione . Questo e  tanto altro viene trasmesso dai video oggi, perché puntare al cuore delle persone è un’arma vincente, coinvolgere e dare calore è l’obiettivo principale per riuscire a fissare un ricordo in ognuno di noi.

      Tutti abbiamo una pubblicità nel cuore.

      Questa è la nostra. E tu, quale ricordi in particolare e perché?

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